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Elogio della parola

 

 

ELOGIO DELLA PAROLA

autore: Idalgo Carrara

prefazione: Elio De Signori

 

Il libro è diviso in capitoli brevi ma densi di contenuti, dove la lettura a tratti si fa  lenta perchè s'incontrano concetti di notevole spessore che spaziano dalla filosofia alla religione alla psicoanalisi alla poesia. L'autore si sofferma spesso sull'analisi di citazioni, sui significati dei concetti di simbolo, parola, pensiero, bisogno, desiderio, incoscio, amore, linguaggio.

Da questa premessa se ne potrebbe dedurre che la lettura non è di facile approccio, ma, superate le prime titubanze, perchè il lettore può non sentire di possedere le conoscenze per proseguire e capirne i significati, la prosecuzione si fa intrigante.

L'incalzare dei brevi capitoli che si susseguono porta a voler scoprire cosa si dirà nel prossimo e poi in quello successivo e così di seguito.

Ci si può permettere con tutta libertà di non leggere un capitolo, si può ritornare indietro in un secondo momento senza per questo perderne il significato.

Ogni persona, può trarne beneficio, anche se non ha una competenza specifica in ambito psicoanalitico, perchè le  citazioni sono spiegate e la capacità dell'autore di inserirle nelle tematiche della vita, possono offrire materiale che stimola e va incontro ai  vissuti personali e offre spunti interessanti di riflessione, o addirittura nuovi modi di ripensare le proprie dinamiche e direi anche senza presunzione, di trovare risposte.

Non so se questo sia stato l'intento dell 'autore.

Ho trovato nel libro contenuti di pregio difficilmente rintracciabili in un unico volume che mi stimola in modo attivo alla ricerca e all'approfondimento, non solo in ambito psicoanalitico, ma in quello religioso, filosofico e poetico.

Leggendolo, si ha l 'impressione  di trovarsi davanti ad un'opera  fondamentale da cui partire. L'inizio di una collana composta di libri che affrontano le questioni annunciate nei vari capitoli dell'opera del dott  Carrara.

Parole e psicoanalisi: noi psicoanalisti usiamo la parola come mezzo di lavoro analitico di rapporto col cliente, non abbiamo come in altre discipline mediche strumenti tecnologici o chimici per affrontare la sofferenza. Per noi quindi il concetto, la parola detta nel momento giusto può aprire nuove riflessioni e spunti di approfondimento e interpretazioni che danno al cliente ampio spazio di inserimento delle proprie dinamiche di vita.

L'autore in questa sua ultima opera ha scansionato, come si fa in una risonanza magnetica, (per parlare in termine medico), il  valore della parola, del pensiero, del desiderio, della morte,  dell'importanza dei significati delle parole, analizzando innumerevoli opere scritte nell'arco di millenni, dai primi filosofi ai pensatori moderni, dai santi ai poeti.

Come dice l'autore:

Questo libro è stato partorito dalla fede nel potere liberatorio, e dunque terapeutico, della parola...

“le parole sono capaci di evocare simboli, temi, nomi, categorie, realtà fondamentali per indicarci la meta della nostra vita”.

Quindi “lo psicoanalista dovrebbe essere maestro delle funzioni della parola”.

Perciò, “la parola più alta e profonda è quella che esprime la verità e la psicoanalisi è una pratica di verità”.

“Ogni persona ha la sua parola e cioè il suo sistema di parole, il suo linguaggio, il suo pensiero (e io aggiungo I suoi significati diversi da individuo a individuo che dipendono da aspetti culturali, dalle sue elaborazioni, da una miscela di esperienze peculiari al soggetto stesso).

“Ecco quindi lo sforzo che l'analista deve fare per entrare in quei significati,  nel pensiero, nel capire il desiderio del soggetto, per liberarlo dalle catene della censura del suo inconscio, per disalienare il soggetto dalla sua verità”. Per saper ascoltare occorre possedere la competenza di saper cogliere una domanda a partire dall'ascolto di colui che pone la domanda. Questo atteggiamento è sorretto da un pensiero che è in grado di accogliere le parole che formano il pensiero altrui.

“L'analista deve tendere l'orecchio al non detto, che anche questo è parola, celata, rimossa, nascosta che spesso va al di là della coscienza, che giace nei buchi del fraseggio e delle parole dette, nel racconto.

Esiste un silenzio vuoto che non dice nulla, esiste un silenzio pieno e dice di più di quanto si possa dire con la parola, almeno per chi è capace di intendere”.

 

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Dr. Elio De Signori Psicologo - Psicoterapeuta Sede:via Pace, 22 - 37069 Villafranca (VR)
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