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che cos'é l'orientamento

 

L’orientamento è una modalità formativa permanente che ha come scopo quello di  formare la  persona e di renderla capace di fare scelte scolastiche e professionali e di inserirsi positivamente nel contesto sociale.

Per arrivare a questo risultato l’orientamento deve appoggiarsi a diverse discipline e metodologie di indagine e di intervento:

la psicologia dell’età evolutiva che ha lo scopo di valutare la maturazione dell’individuo

La psicologia clinica è adatta alla comprensione delle dinamiche dell’individuo e le problematiche del disadattamento.

La psicologia del lavoro con lo scopo di individuare i requisiti delle varie professioni e la soddisfazione  del soggetto.

La sociologia offre le conoscenze sui rapporti all’interno dei gruppi, sulle dinamiche sociali sul fenomeno della condizione giovanile.

L’economia è importante per comprendere le leggi del mercato, la domanda e offerta nel lavoro e la dinamica delle professioni in funzione della produzione e delle sue innovazioni.

A livello operativo le diverse discipline interessate all’orientamento  si traduce  nella necessità di figure professionali preparate negli ambiti educativi, psicologici, sociologici ed economici che organizzano e svolgano un servizio di orientamento convergente e complementare che permetta al soggetto una scelta in linea con le proprie aspirazioni.

La competenza  nell’orientamento

La figura dell’orientatore è stata interpretata in vari modi, partendo in primis dalla scuola media inferiore dove gli insegnanti si sono trovati nella necessità di dare il consiglio di orientamento agli studenti per la scelta della scuola superiore. Per far fronte a questa necessità hanno dovuto improvvisarsi informatori-orientatori ancor prima che le istituzioni  vedessero la necessità di formare figure scolastiche in grado di coordinare l’attività di orientamento.

Lentamente poi, dal 1998 si è arrivati a considerare l’orientamento come un momento essenzialmente formativo che segue l’individuo nell’arco della sua vita da studente a lavoratore e che necessita di standard qualitativi omogenei e metodologie condivise a livello nazionale. Nella scuola stessa sono stati formati insegnanti preposti a questa attività.

Fuori dalla scuola, in ambito privato si sono formate associazioni in grado di fare orientamento scolastico e professionale indirizzato ai singoli soggetti  e alle scuole.

La figura dell’orientatore opera sia a livello professionale in ambito privato, sia  nel pubblico e nelle istituzioni scolastiche.

Punti cardine dell’orientamento

I tre punti su cui poggia l’attività di orientamento sono: la formazione, l’ informazione e la consulenza.

L’aspetto formativo

E’ sicuramente preponderante rispetto agli altri perché interessa l’individuo fin dai primi anni delle scuole elementari e lo accompagna  fino all’università e all’inserimento nel mondo del lavoro. Ha come finalità quella di aiutare i soggetti nella crescita a diventare persone autonome, capaci di formulare una autovalutazione e costruire un progetto personale sia scolastico che lavorativo e saper gestire la propria esistenza nel sociale.

Il raggiungimento di queste mete è possibile solo con operatori specializzati che affiancano costruttivamente gli insegnanti nelle scuole, i genitori, gli educatori, gli operatori del sociale.

L’Informazione

In ogni orientamento l’aspetto informativo dovrà essere un punto qualificante dell’ approccio ma non isolato dalla formazione e dalla consulenza.

Molto spesso accade invece che l’informazione viene confusa con l’orientamento nella sua globalità.

L’informazione è necessaria per porre il soggetto nelle condizioni di saper leggere la realtà in cui vive, sia dal punto di vista scolastico che produttivo ed iniziare un percorso auto valutativo dei propri interessi, capacità e motivazioni. Diventa allora indispensabile sapersi muovere nella grande quantità di informazioni sia cartacee che multimediali che hanno invaso il mondo del lavoro e dello studio, e le innumerevoli proposte di corsi di studio post-diploma e post-laurea, ai servizi di collocamento, ad internet, agli sportelli specializzati. La velocità dei cambiamenti delle proposte scolastiche e professionali producono cambiamenti repentini nell’informazione e la necessità di un continuo aggiornamento non sempre agevole per il singolo soggetto o per le scuole. E’ facile quindi perdersi in una fitta giungla se non si hanno punti di riferimento precisi capaci di dare informazioni accurate e aggiornate, per ovviare al rischio di venire influenzati nella scelta da fonti inattendibili, o da amici, conoscenti che non posseggono un panorama ad ampio raggio di tutte le proposte in essere e che siano in linea con le aspirazioni e interessi del giovane. Il soggetto stesso con informazioni idonee può iniziare una ricerca autogestita che poi insieme all’orientatore potrà confrontare, analizzare e discutere per arrivare alla fase della consulenza dove gli elementi motivazionali e informativi sfoceranno in una scelta.

L’orientamento quindi è educazione alla scelta dove l’informazione è solo un aspetto, un supporto conoscitivo che mette a disposizione del soggetto molti dati da valutare e confrontare.

Consulenza con operatore specializzato

E’ una fase importante di ogni intervento di orientamento che riguarda il singolo, la scuola, l’università, le agenzie culturali, economiche e sociali. E’ un modo che facilita i processi di decisione, per chiarire le proprie motivazioni, per verificare gli interessi personali, per analizzare problematiche di disadattamento scolastico, professionale e personale, per il recupero delle motivazioni e per avere tutte quelle informazioni necessarie ai fini di una scelta efficace.

Le fasi della consulenza possono essere:

-       colloquio di orientamento per ricostruire la storia personale del  ragazzo o dell’adulto

-       analisi del livello di maturazione del soggetto nei vissuti familiari, scolastici, professionali e motivazionali.

-       Analisi del livello intellettuale mediante test psico-diagnostici

-       Incontri proiettati alla scelta scolastica

Quali sono gli aspetti fondamentali da valutare?

Dal punto di vista della persona gli indicatori principali da tenere in considerazione per un buon orientamento sono le attitudini, gli interessi e le capacità..

L’attitudine è un termine generico che serve ad indicare la disponibilità della persona a fare una certa cosa o attività, come se l’individuo possedesse certe caratteristiche innate o acquisite nel corso della vita potenziate dall’educazione e dall’ambiente. E’ insufficiente quindi basarsi solamente sulle attitudini come discriminante per valutare il successo o l’insuccesso negli studi o nella professione.

E’ necessario quindi integrare con altre forme di analisi che diano nell’insieme un quadro il più coerente possibile.

Cosa valutare allora?

Nell’orientamento si devono soprattutto prendere in considerazione gli interessi. L’interesse è un atteggiamento positivo che l’individuo ha per una certa cosa. Lo studente può essere molto interessato allo studio della storia e meno per le scienze o la geografia. Sappiamo inoltre che l’interesse porta il giovane a studiare con profitto soprattutto le discipline dove l’interesse è maggiore, si potrebbe dire senza errore che studia con più passione, con più affettività e apprende più facilmente e con soddisfazione ciò che piace di più.

Gli interessi sono motivanti. Molto spesso accade che l’insegnante stesso cerca di stimolare l’interesse dell’alunno per ottenere una sua reazione positiva.

La ricerca in questi ambiti ha evidenziato che la valutazione degli interessi sembra dare più precise informazioni rispetto alle scelte scolastiche, universitarie e professionali che lo studio delle attitudini. Gli interessi si possono evidenziare attraverso dei test specifici e nei colloqui con orientatori specializzati.

Le capacità

La scuola è sicuramente in grado di dare indicazioni concrete riguardo le capacità  di apprendimento del giovane nelle diverse discipline perché ha a disposizione un ampio quadro di valutazione che si rifà all’intero percorso di studi. Molto spesso però è altrettanto utile una valutazione esterna attraverso la somministrazione di test psico-diagnostici, di personalità e  di interessi per avere un confronto costruttivo e oggettivo della situazione scolastica e personale dello studente.

Dalla nostra lunga esperienza professionale all’interno delle scuole, la collaborazione degli insegnanti con gli orientatori ha sempre dato risultati positivi nell’interesse delle famiglie e dei ragazzi. Oltretutto queste prove psico-diagnostiche offrono nel contempo un sussidio specialistico agli insegnanti per comprendere appieno le capacità intellettive e i punti di debolezza di ogni ragazzo al fine di un intervento più mirato al recupero di eventuali fragilità nello studio e nell’apprendimento.

Le dinamiche professionali

nel mondo attuale le professioni si modificano velocemente e i cambiamenti sono rapidi e imprevedibili a differenza del passato quando i ruoli professionali erano stabili e programmabili su un largo arco temporale.

Questa variabilità porta spesso a non avere un’idea precisa di ciò che si farà nel futuro né delle competenze necessarie per ricoprire i ruoli di domani

per molti studenti l’unico obiettivo è ricoprire una professione prestigiosa, caratterizzata soprattutto da alti guadagni

nella maggior parte dei casi questa aspettativa è destinate a essere poco realistica (può trattarsi di una strada percorribile, ma servono capacità personali spiccate, alta motivazione, dedizione al lavoro e allo studio, perfezionamento continuo e.. spesso una certa dose di fortuna)

per poter intraprendere un progetto professionale soddisfacente, oggi è necessario tener conto molto più di ieri delle opportunità professionali realmente esistenti sul mercato del lavoro

è comunque molto importante tener presente che nella scelta occupazionale svolgono un ruolo fondamentale le inclinazioni e le preferenze personali

la correlazione più importante da tenere in considerazione è quindi quella tra i propri interessi personali e le richieste del mercato del lavoro

un’altra variabile fondamentale è il tempo: le informazioni disponili riguardano quello che le aziende sono pronte a fare oggi, ma non è detto che queste indicazioni siano ancora valide quando i nostri studi sono terminati

Il punto è saper “intercettare” (se non  anticipare) le tendenze del mercato del lavoro

E’ importante notare che anche le professioni che nel tempo hanno mantenuto la stessa denominazione originaria hanno cambiato contenuto: per il più elevato livello culturale di base richiesto, per la varietà delle mansioni previste, per il ruolo richiesto alla creatività, per il peso dell’iniziativa e della responsabilità, per la sofisticazione delle innovazioni tecnologiche subentrate

Questo tende a rendere spesso superata la  vecchia  relazione  di  base  professione richiesta/titolo di studio più idoneo

Un ultimo elemento, ma di grande importanza, da tenere in considerazione è il profilo di chi richiede quella professione: si tratta di aziende grandi o piccole? In quali settori economici operano? E, soprattutto, dove sono localizzate?

Ne consegue che un elemento rilevante nella scelta è dato dalle caratteristiche del tessuto economico-produttivo del territorio in cui si vive (sono disposto a spostarmi in Piemonte o a Napoli per fare l’ingegnere aeronautico?...)

Le prospettive di lavoro esistenti per certi tipi di laureati sono solo uno dei criteri della scelta: quando esiste uno spiccato interesse verso una qualificazione che offre limitate possibilità di impiego è possibile tener presente che le possibilità di trovare lavoro crescono in proporzione all’entusiasmo di chi cerca.

 

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Dr. Elio De Signori Psicologo - Psicoterapeuta Sede:via Pace, 22 - 37069 Villafranca (VR)
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